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Il mostro nello stomaco di Dario de GiacomoUbriaco di sonno. Le palle gonfie di voglia. Accelera, stringendo le cosce. Si gonfia contro la cucitura dei jeans. Lui accompagna la sua donna al portone, con la fretta dell’eccitazione. Lei lo trattiene. Lui lo sa. Sente che la sua donna vibra a labbra umide.

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Un pompino senza respiroHo realizzato il mio sogno e da allora la mia vita è diventata un incubo.

Tutto è iniziato in una serata noiosa, in una chat per adulti altrettanto noiosa.

Prima che continuiate con la lettura, voglio avvisarvi che quello che sto per raccontare potrebbe cambiare la vostra vita, e non in meglio.

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Come un filo di miele stretto in un pugnoMi preparai con la massima cura , alla ricerca spasmodica di un vestito bianco che ritrovai nell’armadio di mia madre. Strappai via i nastri che ne appesantivano la sagoma, tagliai via l’ultimo lembo che copriva le ginocchia, piegai con garbo le maniche sin quasi ai gomiti, di fronte ad uno specchio infilai me stessa in un immagine diversa che raccontava  nei suoi riflessi un desiderio alimentato e nutrito come un avido figlio che ai primi morsi della fame urla nello stomaco il suo bisogno d’abbandono.

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La camicia biancaUna camicia bianca sporca tra le braccia, lo sguardo fisso su un muro che puzzava, ora appesantito da schizzi di sangue fresco, di un rosso viscerale, di una densità che a paragone, era simile ai colori ad olio di mio padre, così preziosamente conservati nella loro scatola di legno. Le porte allora si chiudevano in fretta, le urla si strozzavano tra cuscini e lenzuola di cotone, i miei occhi in grosse mani dai pugni stretti, colpire, colpire, senza controllo un corpo che mai sarebbe riuscito ad opporsi, né pregando o imprecando.

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La Memoria del Sasso di Dario de GiacomoMi accade così, all’improvviso, di scoprire che la mia casa è un museo di stili scadenti, eppure è ancora familiare, ma opprimente come un abbraccio decrepito.
Poi il buio tracima nelle stanze e avverto la presenza della mia donna.
- Non ho fatto niente io.
Quelle parole di Milena naufragano ad intermittenza sulla mia esasperazione.
Pugno batte carta, la morra del nostro amore.
Lei mi tiene sigillato qui dentro casa, con il silenzio e la pelle.

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Lo sciacallo - Racconto Pulp di Dario de GiacomoI
Nuvole basse, sporche, cariche, a volo radente, premono sullo sterno come sonno agitato. Non so svegliarmi, annaspando dentro di me in cerca d’aria. La luce nuvolosa ferisce la vista, mi stanca. Tengo gli occhi serrati e le tapparelle abbassate ma non riesco a svegliarmi. La memoria esala l’immagine del cubo grigiastro dove vivo con un uomo che non conosco e cammino su mattonelle a scacchiera: untuosa distesa di bianco e nero. Annuso la paura rancida dell’uomo nel suo sudore, a volte si avvicina a me.

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