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L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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Non che il mio sguardo sia orientato sempre al passato, ma, spesso, quando provo a definirmi, sono costretto ad utilizzare il suffisso ex:
ex bambino, ex figlio, ex studente, ex dipendente, ex amico, ex amante, ex figo, ex pubblicitario, ex cornuto.
Se dovessi definirmi per quello che sono adesso avrei davvero enormi difficoltà.
Quando mi pongo domande sulla «normalità», spesso mi chiedo ma una persona normale, dotata di un minimo d’intelletto e cultura, come può trascorrere tutta un’esistenza senza suicidarsi?
Certo, per farlo ci vogliono le palle. Ammettere, perfino con se stessi, che il futuro sarà una merda peggiore di ogni ex merda, è roba per pochi.
Lo stoicismo è forse uno dei rari esempi di filosofia che accetta il suicidio e, anzi, in determinate condizioni, lo descrive come un atto naturale. Seneca spiega in più punti della sua opera che lo stoico, qualora ritenga di aver compiuto la parte che il fato gli ha destinato, può decidere di uscire dalla vita. L'accettazione del suicidio è la conclusione di una filosofia che insegna che i mali spesso sono tali solo in apparenza, e la morte non fa eccezione.
Come specie umana abbiamo un unico scopo (o fato secondo Seneca), quello di auto perpetuarci. La natura ci obbliga a copulare ed espanderci con l’inganno di un fugace orgasmo e scariche ormonali che, come droghe annebbiano il pensiero.
Se salta il fine unico, quello riproduttivo, che scopo resta? Zero, zero assoluto! Certo, il maschio può riprodursi fino in età avanzata, ma chi desidera diventare un patetico nonnopapà dei suoi figli?
Mi si obietterà che nella vita si possono fare tante cose anche senza un amore, i figli, la famiglia. Ad esempio dedicarsi al prossimo, aiutare altri membri di questa inutile specie a raggiungere un obiettivo.
Qualche altro che mi sta leggendo darà la colpa delle mie parole alla depressione. Ma chi non ha provato i farmaci che gli psichiatri prescrivono per questa forma (alterata?) di coscienza non può neppure capire di quanto siano simili alle droghe pesanti. Modificano radicalmente la personalità, fanno fare cose che neppure un tossico farebbe, il tutto legalmente, con l’esenzione della mutua e col miraggio di una pseudo guarigione. E quando fai notare la cosa al luminare da 150€ a pompa, ti senti rispondere - «Non preoccuparti, è questa la tua “vera” personalità che sta emergendo!»
E tu gli domandi - «Come dottore?, la mia personalità è quella di un uomo che, da sobrio, ficca la mano sotto la gonna di una perfetta sconosciuta toccandole la figa? Senza nessun segnale che lei volesse davvero essere importunata».
E lo strizza - «Non si preoccupi, è solo una fase di assestamento».
Certo, corriamo pure il rischio di finire incriminati per molestie sessuali, poi provate a spiegare che vi si stava solo assestando il cervello.
Tutte cazzate. La sola forma di libertà è togliersi la vita. Tutto il resto appartiene a condizionamenti sociali, sovrastrutture che alla fondamenta hanno esclusivamente la vacua sopravvivenza di una specie vacua.
Assodato che «farla finita» è l’unica cosa giusta, rimane solo la scelta delle modalità.
Personalmente escluderei l’ipotesi di terminare l’esistenza provando l’ennesimo dolore. Anche fosse qualcosa di istantaneo, credo sia più piacevole addormentarsi lentamente, magari anche fare l’ultimo sogno: dove l’interprete principale sia una splendida donna (o uomo in base ai gusti), l’inquadratura dal piano intero passa al primo piano del culo della donna (o uomo) e, una lenta dissolvenza vira al nero, concludendo con un indolore arresto cardiaco.
Suicidarsi è una scelta di vita.
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Mioddio sto allevando bacarozzi anarchici.
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Re:L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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P.S. sia chiaro non sono in cerce di attenzioni o di attirarle.
Ieri ho salutato tutte le persone care, almeno quelle che potevo salutare dal vivo o al telefono. Fa strano baciare e abbracciare qualcuno quando non sa cosa hai in mente. In modo particolare a chi riceve il saluto, l'abbraccio, il bacio. Per ogni evenienza ho disdetto tutto il disdicibile, natale a napoli, capodanni ad amsterdam...
Tutti sanno che parto il 26 dicembre e che torno il 3 gennaio. La cosa che mi spiace è per l'epifania troveranno un cadavere gonfio e mezzo putrefatto... però... questa è la morte.
Poi, non so se avrò le palle. Nel caso non mi vedeste più on line... ricordatemi come uno che le avute (le palle), almeno una volta.
E che a nessuno gli venga in mente di sentirsi in colpa. E' la mia vita che non mi piace, gli altri non c'entrano. Gli altri, al massimo, mi hanno regalato quel minimo di serenità per ritardare l'evento.
Dichiararlo su internet, sembrerebbe plateale, ma considerando che questo forum o il mio blog, sono prodotti di nicchia... scrivere qui e non su altri miei siti è solo un modo per parlare con me stesso.
Mi da coraggio scriverlo.
Non che sia uno capace sempre di mantenere le promesse, però metterlo per iscritto, di certo aiuta a non avere ripensamenti.
Baci e auguri alle nuove vite. 
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Ultima modifica: 19/12/2009 15:02 Da Jack Tormenta.
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Jack Tormenta ha scritto:
Non che sia uno capace sempre di mantenere le promesse, però metterlo per iscritto, di certo aiuta a non avere ripensamenti.
Non hai mantenuto la promessa. Non ci si può mai fidare di voi uomini 
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I giorni in cui dimentico sono finiti,
stanno per cominciare i giorni in cui ricordo
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Re:L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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Almeno il sogno è stato bello? ;D
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Re:L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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Re:L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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Re:L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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Jack Tormenta ha scritto:
Lo stoicismo è forse uno dei rari esempi di filosofia che accetta il suicidio e, anzi, in determinate condizioni, lo descrive come un atto naturale. Seneca spiega in più punti della sua opera che lo stoico, qualora ritenga di aver compiuto la parte che il fato gli ha destinato, può decidere di uscire dalla vita. L'accettazione del suicidio è la conclusione di una filosofia che insegna che i mali spesso sono tali solo in apparenza, e la morte non fa eccezione.
Per completezza di informazione, la teoria del suicidio degli Stoici, fu in seguito smentita da molte scuole di pensiero. Semplicemente contestando il fatto che l'uomo non conosce il suo fato. Siccome il proprio destino è ignoto, la decisione di porre fine alla propria vita, ipotizzando il raggiungimento di un obiettivo finale, è errata.
Eppure anche Gesù Cristo fu uno Stoico. La sua crocefissione fu una forma di suicidio, gli sarebbe bastato rinnegare un Dio invisibile per salvarsi la vita, lui credeva che il suo fato si sarebbe compiuto salvando l'umanità dai peccati... Più Stoico di così (si muore).
E' un argomento interessante, ma mi sa che ne parlo tra me e me 
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Re:L’ultimo sogno 2 Anni, 1 Mese fa
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