|
Roberta disse «Jack, puoi scegliere, o l’alcool o me». Jack era più che convinto che Roberta dicesse sul serio. Il viso della donna era tirato e deciso, i suoi verdi occhi a mandorla avevano un fuoco inequivocabile.
Jack avanzò ancora un ulteriore protesta - «Ma cucciolotta mia, non sono un alcolizzato. Sono solo un bevitore medio, come un peso medio».
Roberta strinse i piccoli denti aguzzi, dai canini eccezionalmente lunghi. «Peso mosca, peso piuma, dov'è la differenza? Tu non sei un campione! Non arrivi alla sesta ripresa e sei già a tappeto (o letto).
Jack, a malincuore, tra figa, culo, pompini e bottiglia, fece la sua scelta.
Finché un giorno, mentre riempiva il carrello al supermercato, la bottiglia di Pampero dallo scaffale - «Bè, che succede, passi senza manco salutarmi?»
«No, grazie». Si oppose Jack - «Ordine del dottore. E Roberta ha minacciato di cavarmi gli occhi se mi arrischio ad andarle vicino con l'alito che puzza di alcool. Tutti contro me...».
Il Pampero Aniversario, dall’alto della sua saggezza maturata in 15 anni di prigionia in botti di rovere, disse - «Fregatene di entrambi, amico mio. Poco fa parlavo col mio vicino Johnnie W., e lui conosce uno psichiatra fottutamente in gamba, il quale usa la terapia del “dacci-dentro”. Esattamente quello che ti serve. Se la tua nevrosi è l'alcool, non cercare di tradirlo, bevi all'eccesso!».
Jack afferrò, con fare circospetto, la bottiglia. Gli brillavano gli occhi, come ad un bambino mentre apre i regali di Natale - «Poi, domani, chiediamo al tuo amico Johnnie W. L’indirizzo preciso del dottore. Oggi iniziamo la cura. Così parto avvantaggiato» - disse Jack alla morbida bottiglia rivestita di pelle di daino.
|