Una stretta di mano e ci sedemmo. Come al solito, il bar dell'Hotel Palace sembrava un grande mercato o, peggio, la sala d'attesa di una stazione. Di tanto in tanto, però, il brusio uniforme di voci veniva rotto dalla risata chioccia di una signora grassoccia come un barilotto, che sedeva a gambe divaricate alla nostra sinistra. Alla prima risatona, il signor Garay la fulminò con un'occhiataccia di sguincio, ma quella, per tutta risposta, esplose in una nuova eruzione di riso.
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