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chiedi alla polvere john fanteDalla polvere grigia e inquieta dei sobborghi di Los Angeles Arturo Bandini, fiero e squattrinato futuro astro dellla letteratura mondiale, invia i primi racconti all'ineguagliabile Hackmuth, munifico e geniale editore. Un romanzo comico e romantico, beffardo e straziante, avvolto, come la vita e i luoghi dei suoi protagonisti, da una sorta di "polvere del mondo" fatta di sabbia e luce, di gioia e amarezza.

 

(...) La porta si apri e apparve il messicano. Sostò nella nebbia, si accese una sigaretta e sbadigliò. Poi sorrise con aria assente, si strinse nelle spalle, si incamminò e spari, inghiottito dalla nebbia. Ma bene, sorridi. E cosa diavolo hai da sorridere, maledetto greaser? Appartieni a una razza sconfitta e umiliata, e solo perché ti sei portato a letto una delle nostre ragazze bianche, adesso sorridi. Credi che sarebbe andata allo stesso modo, se io le avessi detto di sì sugli scalini della chiesa?
Un attimo dopo sentii il rumore dei suoi tacchi sulla scala e la ragazza uscì nella nebbia. Era la stessa, con lo stesso soprabito verde e lo stesso foulard. Mi vide e sorrise. "Salve, bello. Hai voglia di spassartela?"
Sta' calmo, Bandini.
"Oh " le dissi. "Può anche darsi. Cosa proponi?"
"Vieni su e vedrai".
Smettila di ghignare. Arturo. Sii gentile.
"Potrei anche venire" le dissi. "Oppure no".
"Dai, bello, andiamo ". L'ossatura minuta del suo viso, l'odore di stantio del suo fiato, la terribile ipocrisia della sua dolcezza, la fame di quattrini nei suoi occhi.
E Bandini parlò. "Quanto vuoi? " disse.
Lei mi prese il braccio e mi tirò con garbo verso la porta. "Vieni su, tesoro. C'è tempo per questo. Adesso vieni su". "Non ne ho gran che voglia " insisté Bandini. " Esco adesso da una specie di orgia".
Santa Maria piena di grazia, salgo le scale, ma so che non ce la farò. Devo squagliarmela. I corridoi puzzano di scarafaggi, una luce gialla pende dal soffitto, il tuo senso estetico è troppo sviluppato per accettare tutto questo. La ragazza mi tiene per il braccio; c'è qualcosa che non funziona in te, Arturo Bandini, sei un misogino, votato al celibato, avresti dovuto farti prete. Ricordi quel pomeriggio; padre O'Leary decantava le gioie della rinuncia e poi, con i soldi di mia madre. Oh, Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te... finché arrivammo in cima alle scale e ci avviammo lungo un corridoio buio e polveroso. Ci fermammo davanti all'ultima porta, dove lei spense la luce, ed entrammo.
La stanza era più piccola della mia, senza tappeto, con le pareti spoglie, un letto, un tavolo, un lavandino. Si tolse il soprabito. Sotto, aveva un abito di tessuto stampato blu. Era a gambe nude. Si tolse anche il foulard. I capelli erano scuri, alla radice; non era una bionda autentica. Aveva il naso leggermente storto. Bandini sul letto; ci si era sistemato con l'aria disinvolta di chi è pratico di situazioni del genere.
Bandini: "Niente male, questo posticino".
Dio mio, devo andarmene da qui, è terribile.
La ragazza mi si sedette accanto, mi abbracciò facendomi sentire i seni, e mi baciò battendomi sui denti con la lingua fredda. Balzai in piedi. Avanti, cervello, lavora, ti prego, cervello adorato, tirami fuori di qui e ti prometto che non ci ricascherò più. D'ora in poi sarò fedele alla Chiesa. A cominciare da oggi la mia vita scorrerà limpida come un ruscello.
La ragazza si stese sul letto, con le mani allacciate dietro la nuca. Prima di morire voglio risentire il profumo dei lillà, laggiù nel Connecticut, e rivedere le timide chiesine della mia infanzia, e gli steccati che ho infranto per fuggire.
"Ehi " le dissi. "Voglio parlarti".
Accavallò le gambe.
"Sono uno scrittore " continuai. "Sto raccogliendo materiale per un libro"
"L'avevo pensato " rispose. "Avevo pensato che facessi qualcosa del genere " mi rispose. "Hai l'aria spirituale, bello"
"Già, sono uno scrittore. Tu mi piaci molto. Sei a posto, davvero. Ma prima voglio parlarti".
Si mise a sedere.
"Non hai quattrini, dolcezza?"
Oh, i quattrini. Lo tirai fuori, il mio piccolo rotolo di dollari. Certo che ho i soldi, un mucchio di soldi, questo non è che una briciola di quello che possiedo. No, non è questo il problema, i soldi non contano niente per me.
"Qual è la tariffa?"
"Due dollari, bello".
Allora dagliene tre, tirai i fuori con disinvoltura, come se non valessero nulla, sorridi e porgiglieli perché il problema non sono i soldi ma la loro provenienza, in questo momento la mamma è seduta accanto alla finestra con il rosario in mano, in attesa che il vecchio torni a casa, ma i soldi ci sono, ce n'è sempre.
Prese i quattrini e li infilò sotto il cuscino. Mi era grata e mi sorrise in modo diverso. Lo scrittore voleva parlare. Come andavano gli affari di questi tempi? Le piaceva quello che faceva? Oh, avanti, dolcezza, basta con le chiacchiere, passiamo al sodo. No, voglio parlarti, è importante, ho bisogno di materiale per un nuovo libro. Lo faccio spesso. Come sei entrata nel giro? Oh, Cristo, anche questo vuoi sapere? No, non è un problema di soldi, te lo assicuro. Ma il mio tempo è prezioso, bello. Eccotene un altro paio. E così fanno cinque, cinque bigliettoni e ancora non sono riuscito a battermela, come ti odio, sporca troia. Ma tu sei più pulita di me perché non vendi la tua mente, solo quella tua povera carne.
L'avevo conquistata, ora era disposta a fare qualsiasi cosa le avessi chiesto, ad assecondare ogni mio capriccio. Cercò di attirarmi a lei. Ehi, no, calma, aspettiamo un altro po'. Ho detto che voglio parlarti, che i soldi non sono un problema, eccoti altri tre dollari e così fanno otto, ma non importa. A questo punto feci schioccare le dita come se mi fossi ricordato di qualcosa, di un impegno importante, preso in precedenza.
"Ehi! Stavo quasi per dimenticarmi. Che ore sono?"
Mi strofinò il mento sul collo. "Non preoccuparti dell'ora, dolcezza. Puoi restare tutta la notte"
No, invece, il mio editore arrivava proprio quella sera, in aereo. (…)

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