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Fango Niccolò AmmanitiDalle scene di vita di "L'ultimo capodanno dell'umanità" alle irresistibili peripezie del picciotto Albertino protagonista di Fango, i racconti di Niccolò Ammaniti mettono in scena i nuovi grotteschi eroi di un'umanità giovane e metropolitana, sbandata e anticonformista, capace di passare con leggerezza da una modesta aspirazione a un efferato delitto. Sono racconti che mescolano tutti i generi, dall'horror alla commedia all'italiana fino alle suggestioni del cinema di Tarantino, trovando infine in una gustosissima vena comica il vero elemento comune. Storie nelle quali una minuziosa osservazione della realtà si fonde con una scatenata fantasia, per cui anche la morte si trasforma, nella prosa trascinante di Ammaniti, in uno scintillante spettacolo. Grande bravura e superbo senso del ritmo fanno il resto, dando a questo libro l'aspetto di un autentico, irripetibile gioiello.

 

(...) "Quando te lo dico io... Quando te lo dico io... Bene! Bene! Così! Così... Guardami! Guardami!" disse Roberta Palmieri a Daniele Razzini. "E ora spogliati!"
Lui obbedì. Si tolse tutto quello che aveva addosso fino a rimanere completamente nudo.
Corpo non male. Forse un po' di pancia di troppo, si disse soddisfatta Roberta.
Daniele era diventato solo un automa sotto il suo potere.
Il sorriso incollato sulla bocca. Gli occhi sgranati. ("Ti senti bene. Molto bene. E adesso sdraiati a terra." Daniele, con movimenti rigidi, eseguì.
"Bene e ora concentrati. Tu sei eccitato, molto eccitato. Tu sei l'uomo più eccitato del mondo. Hai voglia di soddisfare tutte le donne della terra. Sei un toro da monta. Il tuo pisello diventa enorme, sproporzionato... E tosto come il cemento."
In effetti dopo quell'ordine l'uccello di Daniele incominciò a smuoversi, a crescere, trasformandosi da un grasso e flaccido bruco in un'anguilla lunga e dura.
"Benissimo. Ora tu rimarrai così. Sempre. D'acciaio. Non puoi venire! Hai capito? Non puoi venire! Non puoi venire. Mai. Ripeti con me. Io non posso venire."
"Io non POSSO venire" ripeté lui a pappagallo.
Roberta, contenta per l'ipnosi indotta facilmente in quel soggetto, finì di bere il latte di capra e si liberò del pareo, lasciandolo cadere a terra.
Girò la cassetta e si incominciarono a sentire squittii, vocalizzi ornitologici e barriti.
Suoni della foresta pluviale amazzonica. "Aaaaaarrrrnyrrrr" ruggì lei e poi affondò sul coso del povero Daniele che come un Big Jim idiota fissava il soffitto soddisfatto.
Roberta Palmieri, accucciata su Daniele Razzini, sempre rigido e immobile, stava per raggiungere il secondo dei quattro orgasmi cosmici. Quello di terra.
Incominciò a dibattersi come una posseduta.
"Sì! Sì! Sì! Bravo! Come sei bravo!" urlò Roberta quando sentì l'orgasmo salire deciso lungo la spina dorsale. Si agitò ancora di più e prese a saltare sul povero Davide che continuava a tenere quel sorriso idiota incollato sulla bocca. (…)

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