Un romanzo egocentrico, disordinato, eclettico, rabbioso. Un romanzo che non lascia passare l’immagine fastosa e magica del Sud America a cui ci hanno abituato gli scrittori latinoamericani. Quella di Medina Reyes è una Colombia dura, spinosa, quasi invivibile, Bogotà è una New York sotto l’Equatore, Cartagena una «città immobile». In questo panorama, Reptil (per gli amici Rep), protagonista del romanzo, balza fuori come l’eroe di una vitalità barbara e iconoclasta, come un maestro di vita beffardo e sboccato diviso fra aggressività e disperazione.
Autentico e violento, vorticoso ma sapientemente strutturato, spudorato ma mai gratuito, “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” è l’opera rock di una generazione che non si lascia etichettare.
Efraim Medina Reyes è nato nel 1964 a Cartagena e vive a Bogotà. Nel 1995 ha vinto il Premio nazionale del racconto con la raccolta “Cinema Arbol y otros cuentos”. Ha diretto un film, “Esercizio dell’anima”, e scrive per il teatro.Il suo ultimo romanzo si chiama “Tecniche di masturbazione tra Batman e Robin”.
Mi chiamano Rep - diminutivo di reptil, cioe rettile - da quando riesco a ricordare. Sono alto un metro e ottantatre e peso ottantuno chili (come i cowboy di Marcial Lafuente Estefania), ho gli occhi neri e infossati che paiono due canne di fucile pronte a sparare, la bocca sensuale e una verga di 25 centimetri nei giorni più caldi. Non sono un eiaculatore precoce e non mi puzza il fiato, amo tagliarmi le unghie fino a farle sanguinare, ho tracce di acne in faccia e sul culo, denti forti e un odore personale seducente. Sono il tipo giusto per l'energica e indimenticabile ripassata che è il sogno di ogni donna. Anche nel bere mi distinguo. Non so ballare ne cantare, ma se quelli che sono capaci sapessero farlo come me sarebbero il top. I miei amici mi chiamano la verga ferita, i miei nemici pallone gonfiato. Sia il nomignolo A sia il nomignolo B sono azzeccati, anche se potete immaginare quale preferisco. Sono eterosessuale e possiedo un'intelligenza feroce. Ho avuto ferite d'arma da fuoco, da taglio e da oggetti non identificati. Non ho mai ammazzato nessuno ma ho portato più d'uno sull'orlo della morte fisica e spirituale. Meglio non farmi incazzare. Ho il cuore acuminato come le schegge di un'esplosione. Non mi piace la gente lagnosa ne le madri che picchiano i figli. Esiste una bella donna di nome Nilda che mi piace un casino. (…)
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