Sezione
Racconti Pulp
Stava piovendo a dirotto a Down Town, erano le undici di sera al manicomio criminale della città e in una stanza illuminata solo da tre candele grosse, dato il rischio che saltasse la corrente, c'era un uomo con pochi capelli, piuttosto anziano e con un grande paio di occhiali di osso che stava seduto alla sua scrivania intento a scrivere qualcosa.
Quest'uomo era il direttore di quel manicomio e ciò che stava scrivendo su una vecchia agenda in cuoio era una sorta di tesina da mandare ad un altro manicomio più rigido in modo da guarire il più pericoloso dei suoi pazienti: William Wayne, infatti proprio di lui trattava la tesina, in modo che se il direttore dell'altro manicomio lo avesse ritenuto, Wayne sarebbe stato trasferito e avrebbe assaggiato metodi che al confronto il manicomio attuale gli sarebbe sembrata una gita scolastica.
Wayne era stato beccato dalla polizia tre anni fa e quel giorno il distretto perse due dei suoi uomini migliori che, pur essendo riusciti a ferirlo gravemente, sono stati uccisi da William in modi atroci: il primo lo trovarono con gli intestini di fuori e il secondo col cranio scoperchiato e il cervello rosicchiato;per fortuna arrivarono quattro volanti che riuscirono a prenderlo, perché aveva perso molto sangue, e portarlo nel manicomio dove ora si trova.
Il direttore del manicomio, dando prima un'occhiata, ad alcune fotocopie piene di rapporti e testimonianze sui suoi omicidi, iniziò a scrivere.
Caro dottor Grayson è con immenso rammarico che le annuncio di non esserci riuscito a guarire William Wayne. Dopo aver letto la mia agenda spero che lei accetti di farlo ricoverare nel suo manicomio che so che è effettivamente migliore del mio.
Basandomi su testimonianze e vari rapporti che gentilmente la polizia mi ha prestato vi narrerò alcuni fatti orrendi che gli riguardano sotto forma di racconti, per non renderle pesante questo mio lungo scritto.
Cominciamo, il primo "racconto" si potrebbe intitolare:
LOVE STORY
Un brutto temporale imperversava per Down Town, il cielo era di un violaceo cadavere, sembrava che dovesse succedere chissà che cosa.
Se ci spostiamo nei boschi, c'è una casa diroccata e abbandonata da tanti anni, però davanti alla porta c'è una macchina parcheggiata e dalle finestre si possono scorgere alcune ombre di persone che si muovono. Le persone in questione sono due ragazzi scappati da casa da una settimana: Joey Altman e Jack King.
I due sono fidanzati e sette giorni fa effettuarono una vera e propria fuga dalle rispettive famiglie ed è molto difficile che tornino a casa.
Nella catapecchia si erano portati c'era tutto ciò che una casa aveva bisogno: cibo di vario genere, venti casse di acqua, birra e Coca cola, otto zaini pieni di vestiti, televisione,
videoregistratore, un microonde, un fornelletto da campeggio, un piccolo frigorifero e varie stoviglie.
Su un tavolaccio di legno vecchio c'erano vari CD: Joey aveva portato alcuni CD di musica commerciale e la colonna sonora del telefilm Dawson's creek e Jack invece portò con se tutta la sua collezione di musica rock.
Joey, la ragazza, era alta un metro e sessanta, scura di carnagione, capelli tra il nero e il castano, occhi verdi, labbra carnose e snella; Jack era alto un metro e ottanta, capelli biondi e lunghi, occhi azzurri ma aveva un forte problema di alitosi che risolveva con alcune caramelle farmaceutiche extra forti ai gusti limone e menta.
La ragazza accende il microonde ed esce dal piccolo freezer una scatola di maccheroni al formaggio, mentre alla finestra c'era un povero guardone che spiava e spiò anche dopo tutto, altrimenti non avrei potuto darle questi dettagli.
Jack accese la televisione, uscì da uno scatolone il telecomando e sintonizzò il canale 8 dove trasmettevano Dawson's creek.
Joey smise di far cuocere i maccheroni al formaggio, li mise in un piatto e si sedette davanti alla televisione accanto al suo ragazzo.
Finito il film Joey disse a Jack: "visto come sono dolci i ragazzi di quella serie? Che dici se li imitassimo?"
Jack capì al volo e si denudò completamente, noi uomini non intuiamo niente meglio che quella cosa, e Joey, molto lentamente si tolse il maglione, poi l'intimo sino a rimanere completamente nuda (intanto il guardone che mi ha dato tutte quelle informazioni ha dichiarato anche che si stava... ehm... masturbando).
I due ragazzi fecero poi la cosa che le rispettive famiglie vietavano: fecero sesso.
Sono le tre di notte e Jack si svegliò di soprassalto e fissò subito la finestra. Inizialmente gli sembrò solo un'impressione, ma dopo si rese conto che c'era qualcuno che si affacciò dritto in piedi alla porta-finestra, e non era quel guardone.
Jack svegliò Joey e prima di iniziare a parlarle, la figura, avvolta in un cappotto di pelle nero e con in testa un cappellaccio marrone, sfondò la finestra e, brandendo una motosega, fece a pezzi i due fidanzatini. Il sangue spruzzava dal letto neanche avessero trivellato in un pozzo di petrolio e il guardone, più morto che vivo, assistette all'orrenda scena.
Dopo qualche minuto erano sparsi per la catapecchia occhi, intestini e arti.
L'assassino, ovvero William Wayne, afferrò un braccio e un maloppo di intestini grondanti sangue, li addentò, schizzandogli un bel po' di sangue in faccia, e se ne andò masticando e ingurgitando molti dei poveri resti.
Il giorno dopo la polizia trovò soltanto metà della testa di Joey, da dove traboccava materia cerebrale, e tutti gli arti e le colonne vertebrali letteralmente spolpate.
IL PRANZO
Ora ormai lei sarà certo convinto del profilo psicologico di questo individuo, ma voglio raccontarle quest'altra sua" impresa".
E' l'alba e alcuni camion stanno davanti a un MAC DONALD'S a rifornirlo di carne e condimenti vari surgelati. Alcune ore dopo, come sempre, il locale si riempie di gente;quel locale era così frequentato che il gestore a costo di aumentare il personale tirò fuori dalla strada una cinquantina di prostitute.
Verso le dodici due giacche blu entrarono nel locale, ma non per mangiare erano là per cercare un ragazzino che alle undici aveva svaligiato un negozio di liquori ferendo gravemente con un rasoio una vecchia e il gestore del negozio.
Il piccolo rapinatore era proprio nascosto in quel MAC DONALD'S in un angolo mangiando avidamente un hamburger al formaggio e stringendo in una mano i soldi della rapina.
All'improvviso una cameriera chiamò uno dei due poliziotti: "Agente è qui! E' nascosto in un angolo a rosicchiare un hamburger che ha rubato non so quando".
I clienti smisero di mangiare e si misero in circolo terrorizzati facendo domande. Il poliziotto, indifferente, chiese: "descrizione?"
"subito- rispose la cameriera- ragazzino alto, magro, sulla decina d'anni credo, biondo, con la faccia sporca e indossa un completo arancio, viola e azzurro"
Appena finì la descrizione, da sotto un tavolo uscì il ragazzino che urlava saltando da un tavolo all'altro. Un uomo, Roger Benson, tentò di fermarlo ma venne ferito alla gola dal rasoio.
"Non c'è tempo da perdere- disse un poliziotto- dobbiamo agire ora! "
"No! - ribatté l'altro- come si può uccidere un bambino?"
Il poliziotto che parlò per primo impugnò la pistola d'ordinanza e aprì il fuoco sul bambino.
Il ferito smise di saltare da un tavolo all'altro e cadde a terra.
"Aspettate non avvicinatevi- disse il poliziotto che lo aveva sparato- potrebbe essere ancora vivo"
"Agente Eastwood! - rispose arrabbiato il collega- non è un animale rabbioso! E' solo un bambino! Anzi- asciugandosi il viso dalle lacrime e dal sudore freddo- era un bambino…Dio mio… ABBIAMO UCCISO UN BAMBINO TI RENDI CONTO? BRUTTO PSICOPATICO! TE DOVREBBERO RINCHIUDERE, NON WILLIAM WAYNE!"
Eastwood schiaffeggiò il suo collega e disse alla gente del locale: "Beh? Che c'è da guardare? E' morto! ".
Chiamò la volante e l'ambulanza e portarono via il corpicino di quel bambino, con le carni straziate dalle pallottole.
Arrivati al distretto il patologo iniziò a spogliare il bambino, impugnò poi il bisturi e incise una ipsilon sul torace;aprì il taglio e prelevò del dna da un pezzo di intestino. Mentre la polizia teneva i vari interrogatori ai clienti del Mac Donald's, una figura alta e barcollante con addosso un camice bianco si avvicinò, completamente sbiancata in volto, alla scrivania dell'ispettore. Quella figura simile ad un fantasma era il patologo, Tony Creed, che balbettando, annunciò una notizia orribile all'ispettore: quel bambino era il figlio di William Wayne.
Cosa avrebbe mai fatto Wayne con la sua mente perversa? Cosa avrebbe vendicato, secondo lui, la morte di suo figlio? Tutti al distretto, dopo aver mandato i testimoni a casa, restarono svegli tutta la notte per cercare di capire qual'era la sua vendetta. Quando è successo, il killer era ancora in cella e, sono sicuro, che davanti a lui vedeva il fantasma di suo figlio tutto crivellato e insanguinato che piangeva;Wayne ha da sempre quello stesso incubo, e il fatto che suo figlio sia stato davvero ucciso a colpi di pistola era solo una crudele coincidenza del destino.
Il giorno dopo, alle ore sei, il solito ragazzo che consegna i giornali stava quasi finendo le consegne. Mentre pedalava nelle vie silenziose di un'alba di novembre era tranquillo e ignaro di ciò che gli stava per accadere, era arrivato all'ultimo quartiere cittadino quando sentì un fruscio fra i cespugli, andò a vedere (la curiosità dei ragazzi è davvero tanta ), spuntò una mannaia che colpì il ragazzo dalla fronte in giù. Il cadavere cadde sull'erba emettendo un grande tonfo e schizzando sangue e pezzi di cervello dappertutto, e dallo stesso cespuglio uscì una mano, la stessa che brandiva la mannaia, e trascinò il giovane tra le foglie.
Passarono due minuti e la figura nascosta nei cespugli uscì con addosso i vestiti del ragazzo morto;quell'uomo era Wayne che, facilitato dalla sua bassa statura, prese il posto del povero consegna-giornali, inforcò la bici e si diresse verso il quartiere rimasto senza.
Ore dopo al distretto di polizia i testimoni oculari del famoso Mac Donald's ancora non erano arrivati, e l'ispettore era seriamente preoccupato poiché erano le dieci del mattino e quelli dovevano stare là per le otto meno un quarto.
Da tutt'altra parte di Down Town, intanto, un furgoncino si dirigeva verso un fast food Mac Donald's. Il gestore si stupì nel vederlo dato che le consegne le avevano fatte otto giorni fa, ma la persona che guidava il furgoncino disse che era una nuova fornitura che se sarebbe stata mandata fra un mese si sarebbe deteriorata. il gestore si convinse e lo fece entrare. Il suo aspetto era molto strano e sospetto: indossava una tuta bianca da meccanico sporca di rosso e aveva il cappello con la visiera molto abbassata;lo strano uomo portava in mano alcune scatole di carne ricoperte di brina del congelatore che era all'interno del furgoncino. Posò la roba e se ne andò senza dire una parola, e mentre l'assistente del gestore del fast food conservava la nuova merce era molto stupito dal fatto che quello strano fornitore non chiese nemmeno di firmare la consegna.
Ore dodici, distretto di polizia.
La preoccupazione per i testimoni era sempre più forte, e questa aumentò quando l'ispettore si accorse che l'agente Eastwood non si era presentato al suo solito orario cioè alle sette e mezzo.
Le ricetrasmittenti delle volanti in servizio quel giorno erano roventi, l'ispettore aveva contattato tutti gli agenti affinché lo trovassero insieme ai i testimoni.
Un'ora dopo l'ispettore, affamato e preoccupato, disse agli agenti: "lo so che non è il momento ma che ne dite di andare a mangiare un boccone? Con del cibo nello stomaco si cerca meglio".
Gli agenti accettarono e andarono in un Mac Donald'. Quello che ha ricevuto quella strana consegna.
Entrarono, si sedettero e ordinarono nove cheeseburger, sei big mac e quindici birre.
Masticarono amaro quei bocconi perché preoccupati per tutti quei dispersi ma in quei venti minuti di relax tutti si sentirono felici e quieti.
Arrivati all'ultimo boccale di birra, gli agenti furono interrotti dal gestore del Mac Donald's che disse: "vedete quel camion lì fuori? Oggi mi hanno consegnato della carne con quello. Il fornitore era molto... molto... strano, non ha chiesto nemmeno la firma per quella consegna. Se volete darci un 'occhiata, non si sa mai dopo il casino che è successo con la morte del figlio di quel serial killer... come si chiama? …W.. Wayne mi sembra".
I poliziotti si alzarono da tavola e, convinti che ci fosse una buona pista per trovare quella gente scomparsa, si recarono vicino al furgoncino. L'agente Hightonwer lo aprì, entrò e disse: "Cristo santo che puzza! Aspettate ad entrare devo prima vedere da cosa è provocato tutto sto tanfo"
Accese una torcia e andò nel retro del veicolo sospetto: Mentre tentava di muoversi in quello spazio così angusto sentì il gocciolio di qualcosa, individuò l'angolino dove era lo stillicidio e con la torcia vide che quel liquido era sangue. L'agente Hightower, nauseato, stava per tornare indietro quando scivolò su qualcosa di viscido. Mentre si rialzava dalla caduta, l'agente vide che la cosa che lo ha fatto scivolare era un pezzo di intestino;e continuando l'ispezione, trovò nel furgone pezzi di colonne vertebrali e una trentina di arti spolpati; e in un angolo c'era un tritacarne elettrico con dentro pezzi di carne umana in putrefazione e una divisa da poliziotto lacerata e sporca di sangue. La divisa di Eastwood.
Wayne aveva lasciato apposta il furgoncino parcheggiato là vicino in modo da beffare e disgustare i poliziotti;infatti sia i testimoni che Eastwood ora gli avevano trovati: erano nei loro stomaci.
Wayne aveva compiuto un'atroce vendetta che era divisa in due parti: la morte di Eastwood, che sparò a suo figlio, e dei clienti del Mac Donald's che quel giorno lasciarono che il poliziotto gli sparasse.
Soltanto tre mesi dopo riuscirono a prenderlo e portarlo da me, e mentre lo prtavano nella sua cella, scalpitando e urlando disse: "Noooo! Vi prego perdonatemi! Non uccidetemi! Voi siete morti morti… mmmooooooorrrtiiiiiiiiiiiiiiii! ", nel lungo e buio corridoio delle celle, Wayne si vide di fronte la gente che aveva tritato che sembrava una massa di carne strisciante, e vide anche il fantasma del ragazzo dei giornali, con una mannaia piantata in faccia e con un colore viola bluastro, che cercava di strangolarlo. Peccato che le agghiaccianti allucinazioni sulle sue vittime non lo abbiano fatto redimere.
Ora parliamo un po' della vita di questo mio pericoloso paziente.
William Martin Wayne è nato a Down town il quindici maggio del 1959:
Sua madre era una maestra d'asilo ma dopo un anno di onorato servizio alla scuola materna THE SMURFES venne arrestata per aver massacrato a colpi di chiave inglese il padre di un suo alunno per via di un diverso parere sul bambino. Marsha Daniels, così si chiamava, per questo venne arrestata per cinque anni e al sesto la condannarono a morte per iniezione letale.
William rimase solo col padre.
Un giorno il piccoloWillie fece a pezzi a dodici anni suo padre con una motosega, ne gettò nell'immondizia i resti e scappò via dalla sua casa dopo averci dato fuoco.
Il sogno di William era quello di diventare un chirurgo molto affermato, aveva fatto a tredici anni la domanda di iscrizione ad un' istituto di recupero anni scolastici riuscì ad entrare ma fu cacciato al terzo anno perché uccise un ragazzo più grande di lui conficcandogli un forchettone in gola.
A vent'anni riuscirono ad arrestarlo per quel delitto, ma un anno dopo scappò dal carcere massacrando otto sorveglianti a colpi di martello e rubando una volante.
Rimase nascosto in una catapecchia del veccho quartiere cittadino, e lì conobbe una prostituta, Angie Lloyd da cui ebbe un figlio Jacob (quello ucciso dalla polizia). Quando Jacob compì un anno, Wayne fu arrestato per aver compiuto atti di cannibalismo e necrofilia con un ragazzo di dodici anni che trovarono scuoiato del tutto, l'ano era sconquassato e privo di organi e di braccia.
Questa volta gli agenti lo portarono nel mio manicomio.
Sette giorni dopo lo sottoposi a psicanalisi per fare una lettura completa della sua mente;ad un mio semplice: "cosa vedi in questa macchia? ", lui mi rispose così: "Vedo una grande tavolata imbandita, e davanti c'è la mamma con un luuungo abito bianco e ricamato, è molto bella così la mamma, peccato che ha la faccia viola, quasi scheletrica e putrefatta. Ad un altro capo del tavolo c'è papà in smoking"Fa un risolino''purtroppo è intento a reggersi tutti i suoi pezzi di corpo mal cuciti con ago e filo altrimenti si sarebbe davvero divertito a quella festa".
Io rimasi atterrito, com'è possibile che un uomo da una semplice macchia tiri fuori un mezzo racconto dell'orrore? Anche se quella visita mi spaventò tantissimo, io grazie a questa riuscii a capire il suo trauma che lo portò alla follia: il convivere con una madre schizofrenica e omicida e un padre spacciatore di eroina che non si curavano affatto del proprio figlio;ma non ho idea del perché abbia associato la morte dei suoi ad un matrimonio. Chi lo capisce è bravo.
William rimase nel mio manicomio per altri due anni, evase però per tre anni, ed ora è nella sua cella.
Domani le farò avere questo mio scritto;spero che lei accetti di ospitarlo nel suo manicomio, è un peccato lasciarlo nella situazione in cui é. Attendo con impazienza la sua risposta.
20/12/2002
Jeremiah Harkham
Smise di piovere, il cielo però era ancora rosa violaceo e quindi si preparava un altro diluvio;Jeremiah accese la luce che nel frattempo era tornata, spense la candela, chiuse i rapporti di polizia fotocopiati e il diario e si alzò. Dopo due minuti si avvicinò alla porta, si mise una mano in faccia e se la strappò. Era William Wayne e aveva addosso la pelle del direttore Harkham.
Uscì dal manicomio usando il passpartout portando un corpo tra le braccia;era quello del direttore privo do pelle in volto e gocciolante sangue dai muscoli facciali. Arrivato nel cortile del manicomio, buttò il cadavere di Harkham nella spazzatura, dopo averlo fatto in minuscoli pezzi, diede la pelle facciale ad un cane da guardia, scavalcò il recinto e si avviò verso casa.
"L'evasione più facile della mia vita" Mise le chiavi nella serratura di casa "Hannibal Lecter è più saggio di Confucio"Entrò in casa"Sapete perché ho scritto tutte quelle pagine di diario? "Si lavò la faccia insanguinata"Perché sono fiero di me e credo proprio che dopo aver spedito quello scritto neanche mi accetteranno"Si spogliò"Sono guarito dopo questo omicidio, guarito completamente. Visioni comprese".
Un'ora dopo Wayne stava dormendo e nel buio della sua stanza c'era un'ombra piuttosto piccola che si avvicinò ai piedi della branda;Wayne si sveglio di soprassalto, accese la luce e si vide davanti il suo figlioletto. Era orrendo: magro, capelli biondi, sorriso malinconico, occhiaie viola, palpebre livide, bocca nerastra, faccia rosa fucsia e pieno di buchi di pallottole da dove uscivano i vermi.
Wayne lo guardò impietrtito e suo figlio disse: "papà non mi hai vendicato abbastanza. Ammazzali tutti".
Le parole sembravano venire da chissà quale cavernoso abisso e mentre muoveva la bocca mostrava il nero gonfiore della lingua.
Wayne, vinto dal terrore, si alzò, andò in cucina, impugnò un coltello e disse : "Hai ragione Jacob ".
Uscì di casa e si avviò al distretto di polizia.



