Eduard Limonov, pseudonimo di Eduard Savenko: dodici romanzi, sei raccolte di racconti, tutti tradotti e pubblicati in una ventina di Paesi. Un passato da dissidente, anni di esilio a New York e a Parigi; infine il ritorno in patria e, negli anni Novanta, l’avventura politico-militare, la fondazione del Partito Nazionalbolscevico, il traffico d’armi per cui ha scontato due anni di carcere. Un «dissidente globale», uomo di lettere che disprezza gli intellettuali, con il dono di una scrittura che ha rivoluzionato la lingua letteraria russa contemporanea.Quello di Eduard Limonov è un libro bello, a cominciare dal titolo, «Eddy baby ti amo»: chi lo ama? Il lettore, dopo un po', soprattutto quando lo immagina tutto intento a declamare le poesie che scrive. Ed è anche quello che Eddy ricerca per tutte le pagine del libro, un «ti amo», anche se finto, illusorio, adolescenziale. Attraversando stupri di gruppo per fare sesso, rapine per essere al pari dei ragazzi grandi che guadagnano, colossali sbronze, reati e vere e proprie crisi di ipersensibilità, Eddy teppista, Eddy bambino diventa uomo, lasciandosi alle spalle amici pericolosi e una vita che sembra la condanna di tutti quei ragazzini allo sbando, tra razzismo e scarsa identità, della degradata provincia russia anni '50.